Questo BLOG

Questo blog cos’è.

BLOG. Ovvero il mio cibus ars vivendi in un cazzeggio. Come per un quadro ho scelto come soggetto il cibo, come sfondo le amiche, i pettegolezzi, le problematiche, un po’ dei cavoli miei, l’esperienza; come cornice le locations che più mi andavano a genio. Appeso. Fatto.

Non sono una giornalista enogastronomica, non desidero né gli onori né gli oneri di esserlo, la mia non è la verità assoluta: vivo l’emozione di ciò che provo in una tavola, i miei giudizi (ma che termine orribile!) sui piatti sono a volte semplici valutazioni, a volte dei richiami ad altre riflessioni. Mi sento libera di esprimere il mio parere, anche se mi rendo conto spesso discordante da critica autorevole (non perché viviamo in un paese democratico dove c’è libertà di stampa..perché sappiamo tutti che non è così!), semplicemente perché l’omologazione del gusto non esiste.Troppe volte sono stata seduta a tavola con palati più o meno importanti ed ognuno diceva la sua; questo blog è la mia traduzione. Come per i vini, le degustazioni alla cieca per i piatti dovrebbero essere un must, perché sempre più convinta che punti e stelle assoggettano l’assoluto di ciò che si mangia. Volutamente non parlo mai di prezzi o del Dio denaro: ritengo le valutazioni a riguardo troppo soggettive, tipo il bello e il brutto – quello che è caro per uno può non esserlo per altri – inoltre essendo stata nella mia vita anche dalla parte di chi i prezzi li faceva posso dirvi che ci sono talmente tante variabili che incidono sulla media di un ristorante che non mi va proprio di fare “i conti della serva “. Alcuni post, ma non tutti, chiudono con una sezione chiamata “A ruota libera”: sono le mie riflessioni del tragitto di ritorno, della fase di digestione, dello “sto per prendere sonno,ma intanto penso”; scritte. In altri il cibo contiene un sottotesto perché le chiacchiere a tavola hanno avuto il loro peso ed io gli ho dato uno spazio nel racconto.

Insomma regole poche, ordine generale non molto, passione tanta.

Che cos’è questa pagina?

Semplicemente quello che mi accade spesso. Sono in un locale, saluto lo chef o il proprietario o il direttore e dopo un po’ la fatidica domanda: “a Ca’, mi serve un cameriere o un cuoco o un sommelier. Sai di qualcuno che è libero?”

Oppure sono su Facebook o su Messanger o su WhatsApp e mi arriva l’sms di qualche amico/a sommelier, cuoco/a, cameriere/a che mi scrive: “a Ca’, sto cercando lavoro. Sai di qualcosa?”

Naturalmente, inutile dirlo, non sono un agenzia di servizi, non c’è nessuna certezza di lavoro, non percepisco nessun compenso, anzi a volte percepisco solo lo stress della responsabilità della presentazione, come se io divenissi implicitamente il manager o il tutore della persona presentata.

Come funziona?

Semplicemente una mail con C.V. al mio indirizzo nel caso di richiesta.

Una mail (sempre al mio indirizzo) con le caratteristiche della persona, nel caso dell’offerta.

Perché lo faccio?

Perché tanto lo faccio ugualmente, ma magari lo faccio meglio.

 

P.S.: Dimenticavo: naturalmente la prima candidata sono Io, ma a meno di essere un imprenditore folle, ricco, coraggioso, intelligente…non mi assumerei mai!.

 

Per le richieste: contattatemi solo se vi ho conosciuto già personalmente o se vi presenta qualcuno che conosco. Avrete risposta solo in caso di verifica positiva.

Per le offerte: Verranno considerate solo le proposte serie relative al mondo enogastronomico e nell’ambito delle modalità descritte sopra.

N.B: Mi riservo il diritto di ignorare e/o segnalare alle autorità competenti qualsiasi altra forma di contatto indesiderato e/o di linguaggio inappropriato.

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