Manifesto del ristorante borghese romano

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“Esiste la borghesia romana?”

“Non lo so Catia, lo chiedi alla persona sbagliata, io sono un aristocratico”.

“E dove mangia l’aristocratico romano?”

“Oggi, spesso dove mangia il borghese”.

Tento una piccola parentesi culturale:

Si definisce borghesia la classe sociale intermedia tra il proletariato e l’aristocrazia, si divide in piccola, media, alta borghesia, nella teoria marxista la borghesia è la classe sociale che ha il controllo dei mezzi di produzione e di distribuzione, nel parlare comune, i termini borghesia e proletariato si riferiscono più in generale ai concetti di ricco e povero e non, più specificamente, a possessore o non possessore di mezzi di produzione, il che è curioso perché in totale contrapposizione con l’origine del termine che deriva da borghi, cioè i quartieri sorti all’esterno delle mura (periferia) dove, “il borghese” a causa della non elevata disponibilità finanziaria non potendo permettersi di abitare nel centro cittadino con i nobili, era costretto ad abitare.

Diverse scuole di pensiero oggi sostengono che la borghesia non esista più, che sia stata soppiantata da nuove classi sociali, vivendo la mia città, sono totalmente convinta che la borghesia esista ancora, ma nella sola forma di “alta borghesia” con qualche piccolo strascico che andrà comunque a perdersi di “media”. Che il suo riconoscimento non sia legato alla professione, ma al possesso di beni e soprattutto allo stile di vita aderente ai principi che definiscono la “mentalità borghese”.

Ovvero non basta essere un avvocato per essere borghese, ma sei un borghese se possiedi diverse proprietà e i tuoi valori, la tua mentalità, il tuo stile, le tue abitudini sociali, le tue maniere si assoggettano a quegli imprescindibili canoni di sobrietà, serietà, rigore ed eleganza.

Oggi il borghese abita dentro e fuori le mura, ma la sua periferia costa quanto se non più, l’interno delle mura.

Dove si annida questa gente?

Parioli.
Fleming.
Aventino.
Vigna Clara.
Monteverde (esclusivamente area Gianicolo).
Coppedè
Piazza Mazzini nelle sue vie a raggio.
Piccolomini
Corso Italia.

Dove mangia?

Per rispondere a questa domanda ho stilato il mio personale “Manifesto del ristorante borghese”:

1)Il ristorante borghese è quello in cui a nessuno dei commensali interessa una beata ceppa di conoscere lo chef.

2)Nel ristorante borghese nessuno fa le foto ai piatti malgrado amino i piatti che stanno mangiando.

3)Il ristorante borghese costa come uno stellato senza essere uno stellato e se ne guarda bene dall’esserlo.

4)Il ristorante borghese propone lo stesso genere di cucina da sempre senza minimamente interessarsi se nel mondo fa tendenza altro. Lo chef è un cuoco e non un artista.

5)Il ristorante borghese è una seconda casa per il cliente, con un servizio unico nel suo genere, i camerieri conoscono usi e costumi non solo dell’intera famiglia, ma persino del cane (muto e sobrio come fosse imbalsamato), della tata e della badante.

6)Il ristorante borghese è un ristorante per famiglie, a patto che i bambini si comportino come il cane di cui sopra.

7)Nel ristorante borghese si va con la “compagna” ufficiale.

8)Nel ristorante borghese non manca mai la boiserie, l’ambiente è caldo e soprattutto la tovaglia (che Dio sia lodato) è ancora un obbligo.

9)Nel ristorante borghese la clientela straniera è in percentuale minore a quella romana e il pranzo è preda della classe dirigenziale politica.

10) Nel ristorante borghese è assolutamente vietato l’eccesso di qualunque genere: colori, tono di voce, trucco delle Signore, tintura di capelli, smalto, abbigliamento, musica, contenuti verbali, cibo, alcool, confidenza ecc… Ricordiamo che le famiglie borghesi autentiche sono normo o sottopeso, mai in sovrappeso.

11)Il ristorante borghese non può sorgere in zone diverse da quelle in cui il borghese vive.

12)Nel ristorante borghese non ci si alza per andare a fumare interrompendo il pasto, al massimo si va a fine; e al bagno ci si reca per reali esigenze fisiologiche.

13)Nel ristorante borghese il telefonino è bandito, rispondere al telefono è mancanza di rispetto e se proprio si deve nessuno dei vicini di tavolo sarà compartecipe dei contenuti della telefonata.

14)La qualità del cibo è sottintesa (tendenzialmente si evitano sul menù diciture ossessive come l’olio di Mario, il salame di Giuseppe, il pomodoro di Caio e la pasta di Francesco).

Secondo questi punti i ristoranti borghesi romani sono:

1)Al Ceppo:

assolutamente il primo tra i ristoranti borghesi. Ritengo la Sig.ra Cristina un’impareggiabile padrona di casa su eleganza, competenza, sensibilità sul tavolo, vendita. Un solidissimo indirizzo del buon bere, del buon mangiare e del buon stare. La mecca del borghese, dove il cliente straniero è una piccolissima percentuale.

2) Ai Piani:

Il ristorante di pesce della borghesia. È sufficiente andare la domenica a pranzo per avere una perfetta fotografia di tutti i punti sopraelencati.

3)Settimio all’Arancio:

Un luogo che adoro, polpettone, cotoletta alla milanese, gricia con carciofi, puntarelle, fiori di zucca pastellati…., in una zona del centro storico dove gastronomicamente regna il deserto (dirimpettaio di Zuma), la saletta privata una piccola bomboniera.

4)Il Girarrosto Fiorentino:

ancora esiste (diranno alcuni)? Esiste e gode di ottima salute. Il ristorante di carne della borghesia. Carta dei vini notevole per scelta, ampiezza e profondità, la cantina funge anche da sala privata e può essere allestita come “cigars room” La Chateaubriand una recente riscoperta di notevole piacere.

5)Ristorante Berninetta:

la pizzeria della borghesia. Bassa, scrocchiarella, rigorsamente romana, 8 gusti in tutto, ne servono 2 per essere sazi, ma il borghese come sottolineato nel punto 10 non eccede mai!!! Personalmente ritengo doverosa una minima ristrutturazione degli spazi, ma a quanto pare la borghesia continua ad amarlo così!

Infine due citazioni, una di carattere nostalgico ed una di previsione.

Ristorante Due Ladroni:

sono cresciuta in questo posto, per darvi idea del punto numero 5, il cameriere sapeva che il mio piatto preferito fosse lo spaghetto con le telline, ma sapeva anche quanto fossi pigra nello sgusciarle così a sorpresa appena la cucina aveva un attimo me lo faceva preparare con tutte le telline sgusciate. Il posto passò alle cronache per una foto che ritraeva De Lorenzo subito dopo la sua scarcerazione a cena e lo sfondo con la scritta “due ladroni”; un simbolo di satira che credo rimarrà nella storia. Per decenni il ristorante borghese per antonomasia, cucina marinara con un accento napoletano, il primo posto a Roma dove è girata la mozzarella di bufala. Manco da moltissimo tempo, ci sono posti in cui si fa difficoltà a tornare per il livello di emozioni provate, quindi non so dire se oggi ancora appartiene o meno alla categoria. Magari a breve troverò il coraggio.

Ristorante Casa Bleve:

presenta quasi tutti i punti per essere inserito, tranne il numero 6, ovvero “un ristorante per famiglie”, non è facile trovare bambini a tavola con nonni e zii, ma credo che questo punto dipenda dalla sua età anagrafica, troppo giovane per aver maturato generazioni che susseguono la presenza.

13 Responses to Manifesto del ristorante borghese romano

  1. Desire ha detto:

    Certo tu catia l alta borghesia la conosci bene, molto profondamente!
    Io e tutte le persone al quale hai riservato i tuoi speciali, crudeli e meschini trattamenti auguriamo a te un futuro pieno di queste cose, perché come hai sempre detto tu , il karma è tutto nella vita!
    Già la gente davvero non Conosce chi sei veramente!!

  2. Federico Falck Federico Falck ha detto:

    Quanto a mangiare i romani sono molto avanti nella classifica

  3. Antonio Salamone Antonio Salamone ha detto:

    E’ offensivo!!…perchè è la verità che offende! 😉

  4. Cibettiamo Cibettiamo ha detto:

    Mi piacerebbe un seguito….

  5. Gloria Vitali Gloria Vitali ha detto:

    da milanese conosco solo Il Ceppo e concordo

  6. Articolo delizioso a dir poco…e di “Colline Emiliane” cosa mi dite? Magari troppo in Centro Storico….

  7. Che bel post, la prossima volta che vengo a Roma vado a provarne uno. Brava.

  8. Interpello in merito l’avv. Cesare Badolato…..

  9. Clara Barra Clara Barra ha detto:

    e poi il Moro, Bolognese, Tullio, Quinzi e Gabrieli… 🙂 e molti altri ancora 🙂 brava Catia

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