The FICO show

Commenti (37) Rassegne

Avete presente la scena finale del film The Truman Show?

Quando Christof (Il Regista che arricchiva il suo prestigio sulla pelle del povero Truman) si rende conto che ormai Truman ha scoperto la verità ed è disposto anche a morire pur di far cessare la farsa, decide di interrompere la tempesta e, parlandogli direttamente dal cielo della scenografia televisiva, cerca di convincerlo che la finta vita del colorato set televisivo è migliore e più vera di quella grigia della vita reale?

Quando Truman, non cadendo nella tentazione sceglie la cruda verità e salutando scherzosamente con un inchino il suo pubblico «Casomai non vi rivedessi… buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!», si avvia determinato a scoprire la verità?

Questo è ciò che ho provato dopo aver partecipato all’anteprima di Fico:

Un traboccante bisogno di Vero.

padigl2

parmig

mutti

semi

frutteto

Fiori

fabbri

 

Tutto quel cibo patinato, ben confezionato, frutta e verdura dai colori fluorescenti, quell’idea di serra come il meglio che ti potesse capitare nella vita, fabbriche artigianali contadine dove il contadino assume i connotati di un broker più che di un uomo che “puzza” di fatica e soprattutto la totale assenza di profumi del cibo in un posto che vuole essere la meraviglia dell’agroalimentare italiano mi è sembrato veramente un po’ troppo come forzatura per dichiarare l’eccellenza italiana.

Non a caso tempo utile di fuggire sono andata a riprendere fiato dentro l’Osteria la Bottega dove al contrario tutto trasuda di autentico.

E mentre inebrio l’olfatto con la mortadella Pasquini, avvolta in un velo di malinconia per la recente chiusura del salumificio, riunisco le informazioni acquisite durante la visita al colosso e penso per rimanere in tema di maiali “le perle ai porci”, ci è stata data l’opportunità di fare una Grande Cosa Giusta e noi ci siamo ridotti a fare semplicemente una Grande Cosa.

Perché che Fico sia Grande questo è fuori dubbio.

Ma al posto della parola Cosa che ci mettiamo?

Una Grande Crescita per Bologna.

Le parole di Farinetti non lasciano dubbi a tal proposito “L’obiettivo è quello di creare un luogo che attragga 5 milioni di persone, se va male, l’Italia, come meta turistica nel mondo, è prima tra i desideri ma quinta nei numeri. Fico dovrà essere quello che in Francia è il Louvre: qui si deve capire qual è l’arte italiana“.

Con questi numeri le camere vuote degli alberghi, i taxi inattivi e la disoccupazione divengono un miraggio, il prestigio della città aumenta e tutti vissero felici e contenti.

Sul “tutti” mi riservo, ma certo sarebbe stato utile per evitare ai bolognesi la sensazione del “tu vieni a fare il padrone a casa mia” che Fico qualcosa di Bologna la raccontasse al suo interno, dal momento che sei sempre tu Farinetti a dichiarare nella scelta della città “Bologna è considerata una delle capitali gastronomiche d’Italia celebrata da secoli per la sua tradizione culinaria ed enologica, tanto da essere soprannominata “la dotta e la grassa”.

Lo spazio c’era non farlo è scortesia

Una Grande Impresa.

Ma quale Grande! Grandissima, immensa, imponente, smisurata.

FICO Eataly World è il più grande parco agroalimentare del mondo:10 ettari

Fabbrica Italiana Contadina racchiude la meraviglia della biodiversità italiana attraverso:

2 ETTARI di campi e stalle all’aria aperta

8 ETTARI coperti con 40 fabbriche, oltre 45 luoghi ristoro o botteghe e mercato

Aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi

6 aule didattiche,

6 grandi “giostre” educative, teatro e cinema

Un centro congressi modulabile da 50 a 1000 persone

Una Fondazione.

Seppur tutto questo nella scelta architettonica e degli arredi non racconti nulla di nuovo (pardonnez-moi mi ero per un attimo dimenticata del piano-cottura ovvero il pianoforte che può essere anche cucina), non si colloca in una scelta stilistica e tantomeno è espressione di una identità ragionata e lungimirante, non sei “green” non sei glamour, non sei futuristico, non sei lussuoso, di certo non sei per la cura del dettaglio, se non fosse per qualche bottega e qualche ristoro che ha dato una buona sterzata nell’allestimento della sua area, per me sei un certo commerciale del cibo. Grande però!.

Riguardo la scelta della sede ci sarebbe poi sempre da chiarire quella questione dell’inceneritore che produce cadmio in quantità di gran lunga superiore alle norme consentite che sorge proprio accanto e che, come espresso da Greenstyle, secondo gli oncologi dell’Associazione Nazionale Medicina Democratica, sviluppa la possibilità di un aumento di malattie tumorali o di aborti spontanei, ma sicuramente tutto il personale di Fico sarà stato messo a conoscenza della possibilità.

 

Una Grande Idea.

Questo è innegabile, una Grande Idea.

Non a caso in molti sono scesi in campo per attuarla, soldi pubblici e privati, fondazioni, una struttura pubblica il cui recupero, come dichiarato dalla Dott.ssa Primori, sarebbe valso la cifra di 100 milioni di Euro, certe scelte si fanno o per una Grande Idea o per Grandi Interessi.

Per fortuna “noi” l’abbiamo fatte per una Grande Idea.

Incoerente e Incompleta mi permetto la presunzione di aggiungere.

Incoerente:

Gia sull’uscio della porta d’ingresso ho il primo sentore, dove un cartellone recita quello che dovrebbe essere il payoff del tuo essere:

“In Europa ci sono più di 1200 varietà di mele…, 1000 in Italia e 200 nel resto d’Europa, per questo abbiamo fatto Fico, Grazie Melinda”

melinda-fico

Qualcosa non torna, al consumatore medio o al bambino che legge in maniera semplice che informazione vuoi dare? Che Melinda da sola fa 1000 varietà di mele? che Melinda è la prescelta poiché è quella che le fa più buone? o che i restanti dei 1000 sono degli sfigati con le mani troppo sporche di terra per entrare nel super Fico?

Perché anche qui lo spazio (e i soldi) per farli stare non dico tutti, ma i meritevoli di grado c’era; è la volontà che a quanto pare è stranamente mancata.

E questa scelta è ancor più bizzarra se si analizza il core business di Fico dove le due parole più ricorrenti sono educazione ed eccellenza.

Educazione che richiama formazione.

Eccellenza che richiama educazione alla qualità.

Ampi spazi per la didattica, per le scuole, ci sono le giostre formative, le fattorie didattiche, il tutto è stato pensato per dar risalto al ciclo produttivo, alla filiera, caro consumatore da oggi non solo avrai l’opportunità di comprare l’eccellenza italiana come fin oggi è stato con Eataly, ma potrai guardare con i tuoi occhi, capire con i tuoi sensori come si produce l’eccellenza italiana.

Devo ammettere che la parte strutturale della produzione, oltre ad essere ben sviluppata è una inedita opportunità di conoscenza.

Ma quello che emerge, anche qui è la volontà non di raccontare il Vero, ma la Favola.

La Favola del fantastico mondo di Farinetti.

Dove tutto è perfetto, standardizzato, senza problemi di cambiamenti climatici, di siccità, di stagionalità, di costi di produzione, di manodopera.

Le stalle perfette, gli animali felici, i processi produttivi impeccabili, ad un certo punto credo di aver visto anche “Heidi che correva felice sui prati”, lo spazio destinato alla mostra del prodotto tirato a lucido, ma poi non chiudi il cerchio o meglio sei coeso nella scelta del prodotto che rappresenta quel ciclo produttivo.

Mi spiace non avrai mai il mio cervello o quello di mio figlio per lobomizzarci e convincerci che l’eccellenza del pollo italiano è Amadori con tanto di panino con cotoletta e Ketchup!

panino

Tu Fico che vuoi fare formazione non pensi che sia più giusto raccontare le razze avicole, magari quelle autoctone, spiegare il loro rischio estinzione e soprattutto dare palcoscenico a chi le alleva con profonda difficoltà per smorzare proprio questo fenomeno di massificazione della scelta?

In fondo anche la scelta imprenditoriale basata sul modello Montano con il Mercato Centrale, dove le botteghe non hanno costi di affitto, bensì riconoscono un fee (30% se non erro nel caso Fico) al beneficiario poteva permettere l’ingresso veramente a molti meritevoli dei soliti Ignoti e invece Fico ha scelto Amadori per rappresentare l’eccellenza.

Dicevamo incompleta.

Per chi è Fico?

Chi sono questi 5 milioni di visitatori?

Quanto costa ad una famiglia visitare Fico?

Tour di visita degli spazi: 1 ora 15€ a persona.

Giostre per fare formazione e didattica indispensabili per capirci qualcosa: 10€ a persona.

Corso, workshop, laboratorio (diversamente che siamo venuti a fare se non facciamo nulla): dai 20€/h ai 65€ per fare con Carpigiani il gelato artigianale in 1 ora e mezza.

E i bimbi?

Ti pare che con quello che stanno spendendo i genitori non ci sia una ludoteca attrezzata dove lasciarli a divertire e ad imparare (qui bastava copiare da Ikea!)?

Certo AgriBottega ti aspetta nella sua officina della creatività per dare voce all’arte che c’è dentro ogni bambino: 20€ a bambino per 2 ore.

La fame incalza, di certo nessuno si è portato i panini da casa, via libera alla scelta che prevede l’eccellenza dell’offerta (non a caso Rossopomodoro per la pizza) e dei prezzi intuisco per linearità (perchè di quelli malgrado abbia più volte chiesto nessuno mi ha saputo dire).

Ultimo giro e si torna a casa, naturalmente non prima di aver bevuto un caffè Lavazza, ed aver acquistato il pollo Amadori, il panettone Balocco, il pomodoro Murri o il tartufo Urbani.

Quando ti ricapita!!!.

A conti fatti la spesa è alta, non ho abbastanza elementi per dire se cara o costosa, ma di sicuro è alta, la proposta formativa non è per tutti i bambini o per tutti i consumatori, ma per quelli che se lo possono permettere.

Come mai dovrebbe essere la cultura.

Una Grande Opportunità.

Si certo per Far…inetti!

 

Campo_Tennis

Capre

Cavallo_Isotta

CS_Bonfiglioli

Fiori

Forno

Giostra_LUomodallaTerraAllaBottiglia

Giostra_LUomoeGliAnimali

 

Pasta_DiMartino

MCC

Mungitura

store

diagr

 

Fiori

venchi

exit

sedie

giochi

pesci

padiglione1

fritti

rossopomodoro

Pasta_DiMartino

 

 

 

37 Responses to The FICO show

  1. Alber Thor Alber Thor ha detto:

    È a pochi metri dall inceneritore in una zona dove praticamente c’è sempre polvere nell’aria addirittura te ne accorgi quando prendi l’auto dal parcheggio , pensate a tutti gli animali che respirano 24h quell’aria per nn parlare del cibo che chiaramente è contaminato

  2. Giuseppe Fele Giuseppe Fele ha detto:

    Se riesco vado a vederlo questo (mago ) manager che si erge a paladino del buon cibo e prodotti della terra per eccellenza

  3. Ilaria Barisi Ilaria Barisi ha detto:

    È riuscito a creare la filiera lunga anche con l’eccellenza italiana… satana in persona

  4. Francesco Grazzini Francesco Grazzini ha detto:

    Uno schifo, non certo il suo articolo : chiaro e calzato.

  5. Enzo crivella ha detto:

    Imbarazzante,momento triste per il mondo del Food,senza identità senz’anima,solo un occasione per fare business o meglio ancora un occasione per la propria gloria,orfani della semplicità e dell’autenticità.Forse dovremmo riflettere tutti quanti addetti ai lavori ,giornalisti, e culi rotti come Farinetti.

  6. Lele Turi Lele Turi ha detto:

    Cacchio Cipriani, questa l’avevo completamente dimenticata.

    E comunque trovo corrisponda al vero assoluto.

  7. Come quella di Renzi al parlamento europeo : gli italiani si stanno arricchendo

  8. Son troppo fico…e pagate le 15€ pezzenti!!!

  9. Lele Turi Lele Turi ha detto:

    Ah, Drusiano Dino Cipriani, perché, era una battutta, quella?

  10. Lele Turi Lele Turi ha detto:

    Ah, Drusiano Dino Cipriani, perché, era una battutta, quella?

  11. Lele Turi Lele Turi ha detto:

    Ah, Drusiano Dino Cipriani, perché, era una battutta, quella?

  12. La gente non arriva alla prima settimana con lo stipendio e si continuano ad aprire costosi magazzini di generi alimentari. Allora qualcosa non torna. Mi sembra come la battuta infelice che siccome i ristoranti erano pieni gli italiani stavano meglio.

  13. La gente non arriva alla prima settimana con lo stipendio e si continuano ad aprire costosi magazzini di generi alimentari. Allora qualcosa non torna. Mi sembra come la battuta infelice che siccome i ristoranti erano pieni gli italiani stavano meglio.

  14. Antonio Cacciola Antonio Cacciola ha detto:

    Ottimo, divertente da leggere, e fa centro sin dall’incipit.
    Complimenti, anche se c’è ben poco da stare allegri.

  15. Antonio Cacciola Antonio Cacciola ha detto:

    Ottimo, divertente da leggere, e fa centro sin dall’incipit.
    Complimenti, anche se c’è ben poco da stare allegri.

  16. Cibettiamo Cibettiamo ha detto:

    Grazie per le sue parole

  17. Debora Villa Debora Villa ha detto:

    Ciao ho letto l’articolo. Devo dire che l’analisi mi è sembrata accurata, i toni rispettosi e le segnalazioni importanti. (inceneritore in testa).
    Il punto di vista è preciso e la domanda che aleggia sopra tutto non solo è necessaria ma doverosa: dov’è la verità? Quella che vediamo è l’Italia, l’eccellenza italiana o l’Italia che vorremmo? Mi ha colpito tantissimo quando parli dell’assenza di profumo, la presenza delle grandi marche, l’assenza dei piccoli agricoltori. Durante la lettura ho notato che hai sottolineato anche tutte le cose positive, raramente chi la pensa in maniera diversa riesce ad essere corretto.
    Grazie X la segnalazione
    Deb

  18. Walter Civetta Walter Civetta ha detto:

    È vero che il fico oggi tira più della F.ca che non è l’ex Fiat ma non vorrei fosse un’altra invenzione della sinistra come sorgenia di de benedetti e poi i debiti farceli pagare a noi!!!

  19. Giulio Nardo Giulio Nardo ha detto:

    Io vado al mercatino, è più comodo

  20. Germana Puntel Germana Puntel ha detto:

    Condivido tutto il tuo pensiero!!!
    Queste iniziative saranno anche buone ma non è sicuramente farina da far ostie il patron.

  21. Maria Teresa Rizzo Maria Teresa Rizzo ha detto:

    Farinetti?…….FINIAMOLA…..se vuoi vendere con lui devo abbassare il prezzo…..siccome nessuno regala Niente…..devi abbassare la qualità ….EVVIVA L’AGRO-ALIMENTARE NEL MONDO. …..monnezza pura…..

  22. Johnny Iannantuono Johnny Iannantuono ha detto:

    Preferiamo vivere!!!! Grazie

  23. Patrizio Beruschi Patrizio Beruschi ha detto:

    Mi da una fonte certa , scientifica delle affermazioni sul cadmio ad esempio

  24. Patrizio Beruschi Patrizio Beruschi ha detto:

    Mi da una fonte certa , scientifica delle affermazioni sul cadmio ad esempio

  25. Cibettiamo Cibettiamo ha detto:

    Quindi cosa?

  26. Cibettiamo Cibettiamo ha detto:

    Quindi cosa?

  27. Maurizio Gily Maurizio Gily ha detto:

    uno bravo davvero direi

  28. TIZIANA LIBRENTI ha detto:

    Penso che Fico sarà una grande opportunità per Bologna. Ha già dato lavoro a tanti giovani! Di parchi a tema ce ne sono tanti nel mondo e dobbiamo essere fieri che quest’ultimo sia stato fatto nel nostro territorio. Il tempo ci dirà se l’iniziativa ha avuto successo. Non critichiamo a priori.

  29. Marco ha detto:

    E per fortuna ci sono persone come te, che cercano di fare informazione con l’ottica della persona comune che si affaccia in una realtà nuova , senza servilismi.

    Facile sarebbe stato l’articolo pro Farinetti, ma ….come Cassius Clay danzi come farfalla e pungi come ape.
    Le osservazioni, quando costruttive, non stancano mai.

    Ad averne di commentatori come te (anche in altri campi 😏)

  30. Luca Pellegrini Luca Pellegrini ha detto:

    I clandestini entrano gratis

  31. Lele Turi Lele Turi ha detto:

    L’articolo, a tratti, ha notevolissimi spunti di interesse sociale.
    Aggiungerei, menomale che ancora c’è chi scrive articoli non tanto anti farinetti, quanto rivolti ad evidenziare l’appiattimento gastronomico, al quale, inevitabilmente ci stiamo avvicinando con strutture come FICO. Sia chiaro che comprendo bene la “necessità” commerciale di dar vita a fenomeni di questo genere, ciò che comprendo meno, è, e sarà la corsa alla giacca di colleghi miei, fieri di lavorare materie prime spacciate per genuine, e, inspiegabilmente prive di profumi ed emozioni… ma del resto, c’è chi, tra gli operatori, fa i fumetti con i dadi.

  32. Cibettiamo Cibettiamo ha detto:

    In realtà non c’è scritto ingresso, ma tour degli spazi 15€

  33. Cibettiamo Cibettiamo ha detto:

    In realtà non c’è scritto ingresso, ma tour degli spazi 15€

  34. Perchè appena lego FICO mi viene in mente l’irrisolto problema della Xilella fastidiosa? Di quale bravo psichiatra ho bisogno se penso che i due fenomeni non siano slegati?

  35. Maurizio Gily Maurizio Gily ha detto:

    15 euro l’ingresso? Veramente in conferenza stampa è stato detto che sarà gratuito. Chi è il pagliaccio? Che noia questi articoli anti-farinetti. Che dicono pure cose giuste, sia chiaro. le contraddizioni tra valori dichiarati e la realtà. Ma alla millesima volta che le senti hanno anche un po’ rotto le palle.

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