Ornella, Donna, Cuoca.

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Ornella

Sono “Ornella” 38 anni, “donna”, “cuoca”.
Nata cresciuta e formata in una famiglia matriarcale, di mamma femminista e di padre crumiro.
Il ricordo piu lontano che ho di mia madre risale a quando molto piccola mi guardo’ intensamente negli occhi dicendomi “Amore di mamma ricorda sempre che gli uomini, salvando le loro mamme, sono tutti dei gran figli di mignotta…parati il culo!”.
È questo insegnamento che ha guidato sempre il mio sguardo rivolto alla razza maschile, per quanto ne sia sempre stata affascinata…vuoi mettere fare la pipi in piedi senza limitazioni di tempi e spazi…cioè ti scappa ferocemente e la fai dove e quando vuoi….
Inoltre i masch,i in quanto tali, si “possono permettere”tutti quegli atteggiamenti fisici e verbali sui quali noi donne abbiano la censura, se no non “saremmo donne”…
Be’, io mi sono scelta una professione sdoganata da tali formalità arcaiche, retaggi anticulturali di tempi jurassici, dove da donna bisognava sapersi comportare e parlare in un certo modo, rinunciando a se stesse, diciamo pure a quegli slanci di creatività propri del genere maschile. Ma nonostante tutto sono sempre “Ornella”,”Donna”e “Cuoca”.
Quello che intendo dire è che nella vita mi sono trovata molto spesso ad “essere” rispetto a ciò che qualcuno si aspettava da me, ma inevitabilmente dopo un po mi ritrovavo a mettere tutto in discussione, afflitta dalla lotta tra chi ero veramente e ciò che mi avevano fatto diventare….dopo l’ennesima straziante delusione mi sono ripromessa che a nessuno mai avrei dato più la possibilità di plasmare subdolamente la mia anima! E allora pensavo “A qualcuno piacero’ mai cosi come sono?”e la risposta positiva l’ho avuta col tempo, che mi ha regalato un compagno confortante e delle relazioni di amicizia vere come non mai.
In campo lavorativo la mia indole forte e ribelle ai cliché mi ha dato il coraggio di affrontare un mondo dove le donne cuoche (per altro ora di moda) sono poche e devono arrampicarsi su una scala di valori che non ci pertengono.
Parlo di un linguaggio diverso e codificato che appartiene esclusivamente al regno maschile, senza parlare poi delle fatiche fisiche che in alcuni casi non sappiamo sopportare.
Be tutto questo per me ha rappresentato un fattore di sfida con me stessa, cioè nel riuscire dove altre mollano a metà strada, masticando tutti i giorni bocconi di frustrazione, dimostrando sul campo il mio vero valore, integrandomi a pieno in un sistema dove esisti e vieni calcolato solo in base a quanto sei in grado
di fare e alla disponibilità verso i compagni. Allo stesso tempo, parlo di un mondo dove esiste ancora meritocrazia e orgoglio del proprio ruolo, del sentirsi parti di un ingranaggio che senza di te non funzionerebbe.
Sono “Ornella” amo la mia vita e dico grazie a mia madre per avermi fatto “Donna”e “Cuoca”.

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