Ohhh

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Cerco di farla breve: ho deciso di avere uno sponsor anch’io.
Non si tratta di soldi ( a malapena mi ci ripago il conto mensile del parrucchiere ), si tratta di
prestigio acquisito, di appartenenza alla classe nobile, parla di una scalata sociale dove non sono
i contenuti che fanno il valore della penna, ma i banner intermittenti.
Come primo passo ho cercato di fare un analisi sull’identità del blog per capire se fosse ”
commercialmente appetibile “, e il suo relativo mercato.
Ho scavato in una sensazione che inizialmente avvertivo in maniera quasi impercettibile o che
forse io rimandavo lasciandone il peso ad una casistica senza logica, che poi pian piano ha preso
la sua forma, per divenire oggi, a dieci mesi dal primo post pubblicato, piena consapevolezza di
una realtà giornaliera, ovvero che :
Andare sul mio blog è un po’ come andare a puttane.
Il principio generale è che a puttane ci vanno tutti, ma nessuno lo ammette.
Chi non ne ha bisogno perché di donne ne può avere mille, chi è troppo intellettuale per ammettere
una forma così umiliante di rapporto, chi è religioso, chi ama così tanto la sua donna che non la
tradirebbe mai, chi ha troppo da lavorare, chi non se la può permettere, chi meglio la mano amica,
eppure le signorine sono sempre di più, sono sempre a più ampio mercato e soprattutto sono forse
l’unica economia sempre attiva.
Palesemente i conti non tornano, un’offerta di mercato senza la corrispettiva richiesta non va
avanti.
Tre sono i punti che mi accomunano a tal fenomeno.
1) La discrepanza tra apparenza e realtà. Sono in questo settore da 10 anni esatti tra un mese, di
persone inevitabilmente ne conosco e tutti i giorni se ne aggiungono altre, quando pubblico un post
e lo pubblicizzo su dei social network, oltre al temerario L.S., mia madre, mia sorella, mia nonna,
tre amiche ( se non impegnate ), e qualche Kamikaze giornaliero attratto più da altro che dalla mia
testa, passa del tutto inosservato, il che a mio avviso ci può stare, non è detto che debba piacere,
non è detto che debba essere spunto di riflessioni, non è detto che uno abbia il tempo di
leggerselo, non è detto che uno lo ritenga interessante di contenuti, in sintesi una voce persa nello
spazio, senza eco e risonanza, se non fosse che questo non fa scopa con il traffico ( tipo G.R.A.
Ore 17:00 ) che io ho sul mio telefono nella giornata in cui pubblico tra W.A., messanger, email,
uno scambio democratico di belle parole, critiche, osservazioni, considerazioni, da parte di chef,
cuochi, commis, giornalisti, blogger, produttori, appassionati.
2) Il rapporto diretto con le persone. Se io incontro un soggetto X per strada e sono sola, in un
dialogo a due questo inevitabilmente dopo nemmeno 60 secondi inizia a chiedermi del blog, se
invece sono in gruppo ( soprattutto con persone del settore ), o il soggetto X è in gruppo, posso
starci anche per la durata di una cena, ma non ne tira fuori nemmeno un accenno, fino a passare
ad atti più estremi di soggetti che se mi incontrano per manifestazioni, degustazioni o affini
nemmeno mi salutano ( come se il semplice “Ciao” fosse macchia di contagio nel branco ) e poi in
privato mi invitano due giorni come loro ospite in qualche posto dimenticato da Dio.
3) Il numero delle visite giornaliere. Se do per buono che mia madre non passa la giornata a
cliccare cibettiamo.it per rendermi felice, soprattutto perché sa che una scarpa di Balenciaga per
me varrebbe molto più di 1000 click, questi numeri non possono non avere un volto, solo che non
desiderano farlo sapere, ci tengo solo a ricordare che la puttana non è il medico o l’avvocato per
cui vale il segreto professionale, ( e le notizie di cronaca mi aiutano in questo concetto ), scrivermi
in privato e non salutarmi in pubblico non è proprio una grande idea.
Ora, una volta presa consapevolezza del fenomeno, non nego che ho avuto un iniziale sconforto,
certo scegliersi il mercato sarebbe l’ideale, ma nella vita ho imparato ad apprezzare quello che ho,
e soprattutto ad avere riconoscenza, motivo per cui il mio primo sponsor ho deciso fosse una cosa
vicina al mondo delle puttane ( ma non solo, perché oggi è un oggetto usato da tutti, senza
distinzione di classe ) e che avesse a che fare con l’atteggiamento “passivo” tipico del mio utente
tipo.
Signore e Signori voglio dare un benvenuto ad Ohhh ( sex toys di lusso ).
P.S.: un’idea fantasiosa da mettere in atto durante la lettura dei miei post o se la lettura non vi
aggrada.
P.S.S.: chiedo scusa naturalmente a chi è distante da questa dinamica omertosa.

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