Fucking dinner!

Commenti (0) Rassegne

Fucking_00

Fuclin’ dinner. Ovvero: Michele Farnesi, Giovanni Passerini, Jeremiah Stone, Fabián Von Hauske

Come sono orgogliosa di questi nostri due ragazzi all’estero!!!
L’animo più puro del concetto di bistronomia francese ( dopo averne testati almeno 10 credo di potermi permettere una mia personale classifica ) è di due italiani: Giovanni Passerini e Michele Farnesi, loro sono animo rock e mani classiche.
Il primo lo seguirei pure in capo al mondo, se rifletto sulla sua velocità di apprendimento e maturazione da Uno e Bino, a Rino, a questa sera, penso che l’Italia gastronomica ha perso una grande opportunità, se rifletto sul suo carattere a volte un po’ sfrontato e arrogante, spesso senza etichetta, ma di sicuro sempre onesto, coerente e leale, credo che i nostri giovani cuochi in fase di
formazione, abbiano perso un’opportunità per capire che il successo te lo costruisci con il piatto e non in formule di lecchinaggio alla stampa, se penso a come l’ho visto partecipare ad Omnivore ( da solo con la figlia piccolissima messa nel marsupio sulla sua pancia ) penso che mi rode che un partito così giusto se lo sia accaparrato una francese!.
Il secondo, Michele Farnesi, è una sorpresa con il botto, purtroppo ho assaggiato solo due suoi piatti ( next time non scappa ), ma le regole delle Fucking dinner sono chiare: lo chef che gioca in casa accoglie uno chef forestiero e si dividono il menu.

Lo schieramento vede quindi Farnesi ( Heimat ), Passerini ( ex Rino ), Stone e Von Hauske
( Contra N.Y. ).
Mette in gioco:

Jeremiah Stone con la sua idea di vitello tonnato:
Fettine sottili di vitello, bronuase di puntarelle, lumachine di mare marinate, salsa di alici.
Inizio in difesa per degli ingredienti facili che permettevano un’interpretazione più audace.
Piatto senza infamia senza lode.
Fucking_Dinner_vitello-tonnato

Tortellini, maccarello affumicato, cipolle, foie-gras.
I tortellini sono ripieni di maccarello affumicato, il sedano rapa è sotto forma di cubetti, il consommé è di cipolle, il fegato a scaloppa.
Adesso guardate il piatto e vi dico perché Giovanni ci sta tutto dentro. Ci vuole coraggio per fare una scaloppa di foie-gras da scuola francese per poi farla morire in un brodo.
Ci vuole un 100% di sangue italiano per fare una sfoglia come questa.
Ci vuole tecnica per fare un affumicatura vera e per fare del maccarello un principe.
Ci vuole strafottenza per farti un brodo non pulito, ma di un sapore che spacca.
Ci vuole leggerezza per fare un piatto calibrato allo spasmo per poi buttarci quelle due antiestetiche foglie di acetosa.
Una genialata.
Fucking_Dinner_tortellini

Linguine ( spaghetti per me ) cefalo, lime, ginepro.
Eseguito da un Michele che tra stimolazioni salivali molteplici e sensazioni palatali complesse centra perfettamente il colpo, eppure sembra un piatto di pasta buttato lì, invece tutto è dosato per dare gusto, equilibrio, pulizia.
Lime + ginepro da segnare.
Fucking_Dinner_linguine_cefalo

Treppia
Un classico di Giovanni. Ottimo lo scambio tra il salmastro del nero di seppia e il sentore animale della carne, efficace e di grande effetto scenico il sostegno vegetale. Piatto diretto, elegante, sensuale, BONO.
Fucking_Dinner_treppia

Anatroccolo, rapa rossa, maionese di ostriche.
Piatto di Michele. Carne non sigillata perfettamente, ma sbirciando tra i tavoli confinanti è un problema solo del mio piatto, perché negli altri non si percepisce nessuna fuoriuscita di sangue, cottura comunque morbidissima ( naturalmente ricordo senza l’uso del sottovuoto, perché bandito dalla loro filosofia dove le carni si cuociono intere e non sporzionate), anche qui piacevole
interazione tra il forte della carne e il salino dell’ostrica.
Cosa ha imparato Michele dai francesi?
A dare grande sapore ad una rapa.
Il resto delle verdure acidule chiude perfettamente.
Fucking_Dinner_Anatroccolo

Chiude la partita Fabian con il dolce
Pop corn e mandarino.
Sintesi tra l’America e l’Italia.
Una lussuriosa mousse di pop corn aromatizzato, granita di mandarini, crema di olio di oliva, polvere di pop corn.
Dolce che fa strike, anzi che fa goal e porta la partita decisamente a casa.
Una mano felice e leggera.
Fucking_Dinner_PopocornEmandarini

A ruota libera.
Detto che questa cena non me la scordo facile per cibo, ambientazione e cuore, voglio raccontarvi quanti danni può fare un ragazzo che invece di starsene a casa a fare la checca impazzita si convince che può fare il cameriere, puntando così l’attenzione su una tematica che sostengo da tempo, ovvero che la sala influisce non quanto la cucina, ma di più nella riuscita di una serata.
Entro, mi viene mostrato il tavolo, chiedo gentilmente se posso sedere in quello accanto, ovvio che la risposta è: ” No.”
“Posso portare dell’acqua?”
“Si grazie”
Arrivata al terzo sollecito ( perché chiesta ad un’altro cameriere ), soprattutto arrivata dopo che mi è stata servita la prima portata. Capitolo vino, vado al calice, ma chiedo di poter assaggiare perché non sono proprio da amore a
prima vista con questi vini naturali, ok è possibile, ma solo in teoria perché in pratica No.
Dopo l’assaggio gli dico che non mi piace, che lo voglio cambiare, ma che non è problema perché quest’altro lo pago, mi guarda e sbruffa.
Mi porta la seconda portata senza avermi tolto la precedente dal tavolo, poi mi guarda e sbruffa.
Mi toglie la prima dal tavolo, va per riportarmi la seconda, gli faccio notare che non ho le posate, mi guarda e sbruffa.
Mi porta la terza portata senza avermi portato di nuovo le posate, anche qui sbruffa.
Un malessere esistenziale si sta abbattendo su di lui.
La terza portata prevede la linguina, quando siamo alla prima chiedo se è possibile fare una variazione facendo uno spaghetto con lo stesso condimento, mi guarda non sbruffa, ma evidenzia tutto il suo disappunto per questa mia richiesta oscena e senza relazionarsi con nessuno della cucina mi risponde nel massimo dello stizzito: No.
Passa per caso, tipo ancora di salvezza, una cameriera tanto gentile, alla quale faccio la stessa richiesta di variazione, la sua risposta è stata da manuale ” non credo ci siano problemi per questa sua richiesta, ma chiedo conferma in cucina “.
Arriva il piatto di spaghetti, alla vista di quello spudorato affronto, il mio cameriere si risente a più non posso, sbruffa, gesticola, no, non può superarlo psicologicamente un oltraggio del genere, decide quindi di punirmi, privarmi della sua presenza e lasciare la gestione del mio tavolo alla ragazza che invece, come tutti gli altri del resto lì dentro, si è rivelata di una prontezza e di una
carineria da capovolgere tutta la situazione in un attimo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>