Sora Maria e Arcangelo

Commenti (1) Ristoranti

Adoro le azioni controcorrenti. È domenica: a conferma che il meteo di iPhone è pessimo c’è il sole; non ho impegni per la giornata; ho due costumi nuovi da urlo; le gambe bianchissime; la voglia di un buon crudo di pesce costante…direi che le condizioni vertono tutte per Benny e La Baia, ma ultimamente troppa gente… Si va fuori porta, lontano dai soliti volti a respirar la pace; a mangiare vero!
Non mi soffermerei molto sulla struttura, o meglio non mi soffermo affatto: è il classico posto a cui tutto è perdonato a livello d’arredo, ma la troppa vicinanza tra i tavoli rende complessa la convivialità al punto di creare situazioni imbarazzanti, sia per le vittime che per i carnefici.

-“Amore che stai guardando?”
– “Nulla, diritto a me!”

Certo, peccato che il – diritto a te, a non più di 40 cm – è un tipo/a niente male! La cosa ti irrita, il fegato si ingrossa, ma effettivamente la sala è piccolissima e ci sono poche alternative per distogliere lo sguardo.
Fantastico….sul menù, prenderei tutto, ma quando si va per trattorie fuori Roma, salumi e formaggi mi sembra quasi uno start obligato. La famosa ricerca del prodotto….

Tre must: il prosciutto di maiale Nero dei Monti Lepini, le cipolline sott’olio, la Robiolina “Capocerrito Trevi nel Lazio”.

Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 001

Carta dei vini con ricarichi più che onesti; buona anche la varietà dell’offerta e così arriva anche il nostro vino, tempo purtroppo di una breve sosta nell’abbattitore.

Riesling Graacher Kabinett Molitor.
Buoni i profumi, ma il vino si beve non si mette al collo come due gocce di Chanel, vien da sé che un residuo zuccherino troppo elevato mi fa cambiare vino.
Ristorante Sora Maria e Arcangelo - il vino

Arriva intanto una trilogia di polpette: baccalà, bollito, carciofi con fonduta di pecorino.

Se le contestualizzo sono più che buone, assolute, ma la salsa verde di accompagno a quella di bollito è strappata,la frittura non è delle più leggere, la crema di ceci sopra al baccalà ha qualche buccia di troppo.

Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 003

 

“Che facciamo uniamo i tavoli? Tanto ormai siamo un tavolo da 4. Ma non ce l’avete due cose da dirvi?”

Animella di vitella scaloppate, robiolina, cipollotto, piselli.
La dolcezza del burro di cottura della vitella ben contrasta con l’acidità della robiolina, i piselli sanno di poco,sicuramente di busta e non freschi, buoni invece i cipollotti che mantengono la loro texture.
Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 004
Pappardelle all’uovo al ragoût di carni bianche aromatizzate al ginepro e agrumi, “ricetta decantata da Veronelli”. TOP.
Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 005
Cannelloni della Sora Maria ripieni al pasticcio di vitellone.
Super TOP

Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 006
Il bello de mamma: 1 piatto e mezzo.
Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 007

Questi piatti dovrebbero diventare patrimoni Unesco. Io, quando entro e rientro in ristoranti come questo, ho un solo terrore: che invece delle donnone in gonna, ciabatte e “parannanza”, mi ritrovo qualche estroso chef che prese le redini dei fornelli mi distorce ogni emozione. Gradirei che certe primordialità di cotture, di ricette e di esecuzioni fossero tutelate a prescindere dalla proprietà che può conseguire; in sintesi cannelloni e pappardelle non si toccano.

Quaglia disossata cotta al tegame sotto il mattone, leggera maionese allo zenzero e crostino con uovo di quaglia frittellato, nidi di patate croccanti.

Cottura eccessiva della quaglia che la rende un po’ insipida; maionese veramente light (troppo): quell’uovo buttato lì mi dice poco. La cosa più buona, ma veramente notevole non viene nemmeno citata nella dicitura infinita del piatto, che è la cicorietta di campo original! Personalmente credo che se il piatto fosse stato presentato con cicorietta di base, quaglia adagiata sopra già leggermente passata nella maionese, ovetto sopra tutto, nidi di patate nel secchio, non sarebbe accaduto il miracolo, ma qualcosa cambiava.

Nota: i cannelloni sono il classico vecchio evergreen, i nidi di patate croccanti sono vecchi. Punto!
Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 008
-“Ma tu stai bene con lo stomaco?”
-“Io sì perché.. tu no?”

-“No, io pure sto bene, solo che lui/lei sono già tre volte che si alza per andare in bagno, allora volevo capire se si drogava – ma dubito, visto quanto stanno mangiando – se vomitasse per crampi, se fosse incontinente o cos’altro!”
Per fortuna stiamo al dolce altrimenti qui ‘mezzogiorno di fuoco’ ci faceva un baffo!

Strudel alle mele marinate al Calvados con uvetta e pinoli, salsa zabaione al Moscato D’Asti e gelato di banana e cannella. (foto mancante)
Per un posto che fa tradizione la variante in pasta fillo stona, una grande pasta frolla avrebbe dato un altro sostegno al ripieno piacevole, gelato di per sé buono, ma non chiude il piatto./p>

Tartelletta di frolla bretone alla farina trebula di Poggi alle fragole, crema pasticcera al limone e gelato fior di latte alla vaniglia.

Tartelletta ottima. Crema pasticcera fresca e piena in bocca (finalmente non una crema chantilly!); fragole si poteva far di meglio; gelato che stavolta accompagna bene il tutto.
Ristorante Sora Maria e Arcangelo - 010

Questa è una cucina di pancia e come tale va vissuta. Please, astenersi:

maniaci dell’impiattamento, del creativo, del – va be’ ma niente di nuovo – della ratio a scapito dell’emozionalità di un ricordo. Alcuni titoli dei piatti li ho volutamente accorciati: sono comunque visibili per intero nel loro
sito dove tendono a specificare la provenienza di molti ingredienti e se sono presidi Slow Food. Non amo questo genere di diciture, preferisco un appendice dei fornitori. Sul servizio non mi sono volutamente soffermata perché il locale era strapieno tra comunioni e ricorrenze varie; i ragazzi si sono impegnati a più non posso, ma stavano veramente oberati di lavoro. Nello standard dei giorni settimanali sicuramente tutto fluisce meglio perché le basi
ci sono tutte, non mi sento quindi di lapidare un qualcosa che era visibilmente fuori regime.

A ruota libera..la gelosia e le buone maniere.
Capitolo gelosia.

Maschio alfa, difficilmente in prima battuta ti confessa la sua esigenza di “pisciare” nel proprio territorio, roba da sudisti di altri tempi. La sua frase tipo:-“figurati se mi faccio rovinare la giornata da uno che guarda con troppa insistenza la mia partner, anzi quasi mi fa piacere!” Personalmente ho forti dubbi sulla veridicità di tale atteggiamento, nella mia strada al massimo ho incontrato uomini bravi nell’argomentare la teoria, ma pessimi in una pratica che spesso sfociava in una faida!.
Nelle donne abbiamo quelle per cui la forma vince sempre sulla sostanza, per cui anche se la bile se le mangia, le buone maniere con cui sono cresciute le spingono o a far finta di nulla o a vivere il tutto con una dose di superiorità per cui “loro” non guardano queste cose. Frase tipica:-“io sono una donna con un grande cervello, ti pare che posso essere scalfita da questa morona con due tette da panico, vestita poi in questa maniera così
volgare!” (a molte di loro consiglio un corso di recitazione perché postura e viso le contraddicono di continuo!). Per le pochissime che riescono veramente: chapeau! Poi ci sono quelle come me, con il senso primordiale di appartenenza, a cui basta poco per saltarti alla giugulare, o per farti il tatuaggio delle mie cinque dita nel caso che sia il mio lui a comportarsi male: non mi scaldo per le morone, ma per le classiche gatte morte, in fondo si sa, dopo il mare in tempesta si desidera sempre il piattume più totale.

Ora visto che comunque vada NON sarà un successo, direi poche e semplici regoline possono aiutarci: Tavoli distanziati. Se il ristorante prevede più sale, evitare di farne una con tutte coppie (per lo scambismo ci sono altri indirizzi ). Sul minimalismo d’arredo sono d’accordo, ma qualche pianta, una lampada, un quadro possono aiutare oltre che la conversazione anche l’occhio a posarsi non su pareti scomode.

Se entrando vi rendete conto che il vostro tavolo è accanto a 4 bei maschiotti e viceversa, sedersi dando le spalle può essere una buona idea, siamo tutti in buona fede – ci mancherebbe – ma in bocca al lupo non si va mai.
Limitare le alzate da tavolo al minimo: passerelle continue non ingelosiscono il/la partner a tavola, piuttosto straziano lui/lei e chi magari deve pure spostare la sua sedia per farvi passare. Limitare il tono delle conversazioni, specie se di carattere piccante: non potete sapere ma magari accanto a voi c’è un uomo che sta per essere mollato. Per ultimo, visto che il fenomeno sta dilagando, selfie semi-pornografici non sono proprio il massimo.

 

 

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One Response to Sora Maria e Arcangelo

  1. Blue G. ha detto:

    Cara Catia,
    ti leggo sempre, ormai sei l’appuntamento mattutino in trepida attesa di un tuo post.
    In questi giorni due… sono felicissima.
    A proposito “della ratio a scapito dell’emozionalità di un ricordo” . ti ho amato, qui torniamo sul mio amore viscerale per la Madelaine, il ricordo prima di tutto. Come sempre sei diretta, incisiva, puntuale e con quella sana dose di ironia, necessaria a tavola.

    Per quanto riguarda: “non mi scaldo per le morone, ma per le classiche gatte morte, in fondo si sa, dopo il mare in tempesta si desidera sempre il piattume più totale”. Ho lo stesso identico problema, odio nel profondo quelle gatte morte accondiscendenti che fanno finta di nulla e se la fanno andar bene sempre, non vorrei sembrare dura, ma io le farei fuori a suon di botte con una mazza da baseball.. ma questi sono altri discorsi che esulano dalla cucina.
    Brava mia cara, Ti seguo, sempre.
    Blue

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