Glass & Cristina’s world

Commenti (1) Ristoranti

Su di lei è stato detto tutto e il contrario di tutto, sembra la personificazione del proverbio bene o male purché se ne parli; nel corso degli anni nemmeno le conto più le volte che le persone mi hanno chiesto <hai mangiato da…?>. Se gli stai a genio (ma non è facile ) è una fedele alleata, diversamente lei sa comunque rigirare la cosa da trarne qualcosa di positivo. Imprenditrice, Chef, moglie, mamma, consulente; da maggio autrice di un libro, oppure semplicemente Cristina di Glass; tra noi due non è stato di certo amore a prima vista, e se qualche anno fa mi avessero detto che avrei scritto un post su di lei, avrei trovato più probabile fare ristorazione nelle Honduras. Poi il tempo e la maturità ti fanno vedere, oltre le scarpe più improbabili che abbia mai visto in circolazione che lei regolarmente indossa, molto altro.

Questo post lo voglio scrivere dalla fine perché, al di là dei piatti buoni che ho mangiato, è alla fine della mia serata che arriva il valore aggiunto.

Glass, domenica notte, ore 2:30, telefonata: – è il direttore di Romeo (altro locale di sua proprietà) – “Cristina, si è incastrato (non ho capito cosa), non riusciamo a farlo ripartire”-

Cristina: “Aspettatemi. Il tempo di chiudere, arrivo, e cerco di farlo ripartire io”.

Facendo due rapidi calcoli, quella nottata per lei non si sarà conclusa prima delle 4:30 e la sua mattinata da mamma non sarà iniziata più tardi delle 7:30; ora se pranzo da Romeo la trovo, se ceno da Glass la trovo, se ceno da Romeo sul tardi, arriva. Ieri sera l’ho vista passare pure da Bir&Fud per una rapida occhiata alla sua nuova creatura; se parli di un congresso enogastronomico nel mondo lei c’era; se parli di un piatto lei lo ha almeno visto se non mangiato; quindi oltre che a riconoscerle il dono dell’ubiquità non posso che apprezzare la forza e la determinatezza che mette in ogni cosa, la curiosità spasmodica, la voglia di ricerca, lo spirito di chi valuta solo vittorie e già il pareggio non la aggrata.

Glass è il suo specchio naturale, e come lei, o si ama o si odia. Di mio ho portato persone che ancora mi ringraziano di avergli fatto conoscere il posto ed altre che uscite di lì, offendendomi, si sono fatte un panino. Io adoro la Cristina coraggiosa di quando fa il piatto, se ne sbatte che non verrà capito, perché per lei è centrato, è giusto, e dalle sue mani passa alla tavola e in questi casi è difficile che non faccia strike! Tra i tanti posso ricordarmi: “Spaghetti, curd al lime, caviale esetra, coriandolo fresco”; semplice e complesso. Come? Non lo so.

Nella mia recente cena le creazioni di Cristina Bowerman sono state, come sempre, di buona fattura, equilibrate, con materia prima studiata, ma mancavano quelle sfacciate, quelle provocatorie, quelle articolate nel gusto e molteplici nel ricordo; io ho attribuito questo ad un po’ di stanchezza (come darle torto!), ma stando seduta tra i tavoli di Glass c’è anche da dire che, tra tutti gli stellati del Lazio, lei sicuramente è quella con la clientela più eterogenea: possiamo avere contemporaneamente il super imprenditore gourmet che viaggia per il mondo; quelli che raggiungono il posto per la fama della chef; l’americano con le scarpe da trekking apparentemente allietato più da belle bottiglie di rosso che dal menù,; la coppietta che non sa nemmeno dove sta seduta, ma sa solo che passeggiando per i vicoli di Trastevere il ristorante si presentava bene; gli esperti del settore (non si contano); insomma veramente di tutto. Rispondere con un offerta adeguata mi rendo conto non essere poca cosa, da qui la scelta di far prevalere la parte imprenditrice all’astro assoluto. Insomma azzardo ipotesi, ma tra le mani ho poco.

In sala le cose vanno sempre meglio, oltre ad un Fabio Spada mai visto a più di 10 cm di distanza dalla sua station pc/cassa, abbiamo un team affiatato, gentile, non invadente, attento, preparato, in sintesi non trovo proprio mancanze.

La carta dei vini, per me che amo i Riesling è il paradiso, sicuramente manca la Francia importante, ma queste sono scelte commerciali che magari per la proprietà ha il proprio senso.

Bonus (come dicono quelli fighi): i piatti, intesi proprio come contenitori, dai materiali e colori nuovi, bellissimi.

Ora finalmente il percorso…..

Gazpacho di pomodoro, gamberi bianchi e uova di tobiko.
Uno dei migliori gazpacho mai mangiati, fresco, giusta acidità, giusta consistenza, peccato fosse un entrée e non un piatto da carta.

Ristorante Glass - 00

Tonno rosso sashimi, pesca kimchi, alghe e insalata di loto.
Bello a vedersi, più buono a mangiarsi.

Ristorante Glass - 01

 

Moèche, crème fraîche e tartufo, indivia brasata, riduzione di aceto di Ximenez.
È interessante la cottura a contrasto croccante-morbido; buoni gli ingredienti presi a sé, insieme non impazzisco.

Ristorante Glass - 02

 

Risotto carnaroli riserva San Massimo con foie-gras e nocciole.
L’esplosione arriva quando scoprì il foie-gras sotto nascosto, la cottura impeccabile. Unico neo: la gelatina sovrastante che si doveva sciogliere e la mia che non ne ha voluto sapere.

Ristorante Glass - 03

 

Tagliatella con asparagi selvatici, aglio nero, limone e tartufo.
Piatto rigoroso e pulito, nulla stona, ma per me è carente di una parte grassa a legare.

Ristorante Glass - 04

 

Spaghetti Pastificio dei Campi con latte di capra ricotta, uova essiccate e peperoni friggitelli.
Qui Cristina ci sta tutta.

Ristorante Glass - 05

 

Costolette d’agnello, arancia, caffè, baby carote, crema di fagioli cannellini.
(la dicitura del piatto non è proprio perfetta).

La cosa più interessante a mio avviso: la carota con quella specie di terra al caffè sotto; in più e poco incisiva nella risultante la crema di fagioli; maniacale la cottura delle costolette.

Ristorante Glass - 06

 

Agnello con sumac, tuberi e patate viola.

Chiedo scusa, la foto la metto, ma non so dire nulla, stavo in piena discussione da lancio di coltelli, non l’ho nemmeno assaggiato.

Ristorante Glass - 07

Dessert

Sfere di mousse con stilton shropshire e gelato alla vaniglia.

A parte la foglia d’oro che penso abbia già fatto il suo corso, siamo posizionati nel nuovo trend dei dolci non troppo dolci quasi salati: questa interpretazione del trend mi piace.

Ristorante Glass - 08

 

Che altro dire? Ah, sì sicuro Glass è aperto di domenica sera e questo non è poco.

 

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La foto della sala, all’inizio dell’articolo, è una gentile concessione dei titolari del Ristorante Glass. Tutti i diritti riservati.

Cliccare qui per accedere alle info contatti del Ristorante Glass.

 

 

One Response to Glass & Cristina’s world

  1. catello ha detto:

    Un modo di raccontare che mi piace molto, un ristorante che, si sa, è una certezza. Un bellissimo articolo. Complimenti

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