Il Pagliaccio e le buone maniere

Commenti (1) Ristoranti

vegliarsi accanto alla persona che ami già di per sé è meraviglioso, se poi di 28 dicembre il tempo ti sorprende con una splendida giornata di sole ancor più; se poi è sabato e hai la giornata libera ancora ancora di più; se poi questo maledetto raffreddore, che ti perseguita da 15 gg, sembra regalarti una pausa, ancora ancora ancora di più…Insomma in breve tempo fai la somma e sei in strada a goderti il sole, la tua Roma, il tuo amore e con lo stomaco che brontola. Certo è da specificare che a casa nostra “breve tempo” sta per le 14:00, le idee sul pranzo sono vaghe (passiamo dall’idea di “un tramezzino da Ciampini” alla domanda “se Il Pagliaccio è chiuso a pranzo di sabato” in un secondo) e così pochi metri dopo proviamo a varcare la porta del nostro ristorante. Fantastico: è aperto. <Siamo in due alle 14:15, senza prenotazione… ci accettate?>

Gentilissimi, ci fanno accomodare senza nessun tipo di limitazione nella cucina ed inizia così il nostro percorso.

Anthony Genovese, lo chef patron classe ’67 nato in Francia da genitori italiani, nel 2003 apre Il Pagliaccio; oggi è quotatissimo su ogni guida e con due belle stelle a fargli compagnia. Personalmente Anthony è uno dei pochi chef che conosco che non ha le physique du rôle ( per rimanere nel suo), potrebbe tranquillamente fare l’architetto o il medico o non so e non parlo del solo aspetto fisico: elegante nei modi, mente loquace, passioni anche oltre il suo ristarante e un buon bagaglio culturale, il tutto unito da una lingua un po’ saccente che a volte spara delle frecciatine niente male ( personalmente è ciò che adoro di più di lui!!!).

Ristorante direi sobrio, minimalista, sicuramente di buon gusto, con delle sedute fantastiche, insomma il classico posto dove niente è a caso; e lo stesso concetto vale per i suoi piatti, tanti ingredienti ma ognuno ha il suo ruolo, cucina di grande tecnica, sicuramente di impronta creativa, ma etichettarla limitandosi solo a questo è troppo riduttivo.

In sala il restaurant manager Gennaro è attento e sorridente, ma ci saluta presto e ci lascia nelle mani del suo secondo ( di cui purtroppo non ricordo il nome), sommelier molto disponibile. Ahimé l’enorme quantità di antibiotico che ho nel sangue mi fa ridurre il consumo ad 1 misero calice.

Mise en place giusta con dei sottopiatti niente male.

Ristorante-il-Pagliaccio---01

 

Bollicine offerte e riscaldiamo il palato con due amuse bouche divertenti.

Ristorante-il-Pagliaccio---02

 

Ristorante-il-Pagliaccio---02bis

 

Si prosegue con un piatto offerto dallo chef:

  • polpo con carciofi. Adesso io non voglio essere polemica, capisco che a caval donato…….ma perché mi fai il polpo con i carciofi tu che più spari roba strana più indovini dei piatti pazzeschi? Se io vengo qua da te è perché stimo la tua cucina… perché mi offri  un piatto così banale che visibilmente non è nelle tue corde? Purtroppo all’assaggio tutto questo viene fuori. Sicuramente, mi dico, non potremo che migliorare…

Ristorante-il-Pagliaccio---il-polpo---03

Primo piatto ordinato:

  • Come se fosse un bollito: manzo ricordi di salsedine.
    Gustoso il brodo, tenera la carne, cottura delle verdure impeccabile, salsa nascosta di piacevole sorpresa, ma quel calamaretto bianco in mezzo al piatto che cosa vorrà dire? Rappresenterà il mare e quindi da lì si va per la salsedine del titolo? Io non sono riuscita a darmi risposta, ma piatto complessivamente gustoso.

 

Ristorante-il-Pagliaccio--il-bollito---04

 

  • Ostrica, burrata, lychees e tapioca.
    Mi limiterei ad ostrica di ottima qualità ….

Ristorante-il-Pagliaccio---ostrica--05
È il turno delle paste; campo difficile per un francese che non ama la tradizione, e invece due piatti top:

  • Ravioli di pollo, salsa di fegato grasso e brioche.
    Infinitamente buono, pieno, lussurioso, equilibrato, tondo.

Ristorante-il-Pagliaccio---ravioli-di-pollo---06

 

Tortelli verdi, burro e acciughe, pannocchie.
Qui c’è tutta la sua tecnica: brodetto perfetto, grande gusto.

Ristorante-il-Pagliaccio---tortelli-verdi---07

 

Breve pausa prima di passare ai secondi. Esce lo chef che ci saluta perché ha un impegno e deve andare. Aspettiamo i nostri secondi.

Costata di maiale, un’ idea dall’Oriente.
Diciamo semplicemente che l’idea non l’ho capita…..Piatto essenziale, forse troppo.

Ristorante-il-Pagliaccio---costata-di-maiale---07

 

Piccione, crema di carote, indivia e aceto, profumo di cacao.
Cottura magistrale del piccione, succulento e pulito nel suo finale; sulle salse qualcosa di meglio sicuramente si poteva fare.

Ristorante-il-Pagliaccio---il-piccione---08bis

Ristorante-il-Pagliaccio---il-piccione---08

 

Siamo sul finale della corsa e il taglio del traguardo tocca alla brava Marion e ai suoi dolci.
Pre-dessert
Sorbetto al mandarino e veli di kiwi: sorbetto perfetto.

Ristorante-il-Pagliaccio--il-dessert--09.JPG

 

Crostata allo zabaglione di castagne, spuma di mela verde, salvia e ribes.
Frolla nulla da dire, spuma che non mi convince, ribes che non si unisce agevolmente. A vederlo direi che quello zucchero a velo sulla crostata ( come mi disse tanti anni fa un famoso critico) fa molto anni ’80, ma in fondo può essere un revival.

Ristorante-il-Pagliaccio---crostata---10

 

Bon bon di pera e gelato di ricotta, noci caramellate.
Bello da vedersi ( anche se la mia foto non gli rende per nulla onore), ma anche molto buono: gelatina di pera sopra al bon bon piacevole.
Ristorante-il-Pagliaccio---piccola-pasticceria---12bis

 

Si chiude con caffè e la piccola pasticceria; troppo invitante per qualcuno da darmi anche solo il tempo di fotografarla: mi è rimasto solo questo pezzo……

Ristorante-il-Pagliaccio---piccola-pasticceria----12

A ruota libera…

Quando si entra al Pagliaccio si sa che le aspettative sono alte e lo chef, tutto sommato, sa giocare bene le sue carte, ma una cosa a dir la verità mi ha lasciato un po’ perplessa: io ho finito il mio pranzo senza le figure chiavi del ristorante; il maître e lo chef, entrambi ad un certo punto del percorso, sono dovuti andare. Ora non parlo del risultato, perché in loro assenza non sono avvenute grandi sbavature, semplicemente dell’idea di forma. Su due piedi mi viene un paragone: ma se io fossi andata a vedere l’opera mi sembrerebbe normale che il maestro Muti, ad un certo punto, se ne andasse semplicemente perché i suoi musicisti sanno portare a termine l’opera anche senza di lui? Subito dopo però mi sono detta: Cara Catia non è che tu ti sia stata una maestra di bon ton, presentandoti a pranzo per le 14:15, senza nemmeno uno straccio di prenotazione, in un bistellato… Decisamente potevo fare di meglio. Ma il punto allora qual è? Visto che io sono stata poco educata, voi (ristorante) siete legittimati a fare le stesso? Non credo sia questa la chiave di lettura, o perlomeno mi auguro che non sia questa; piuttosto penso che certi chef abbiano preso coscienza in parte del peso della popolarità che hanno ultimamente da quando hanno monopolizzato i media perché, si sa, la fama porta onori ma manche oneri: è come il vip che si lamenta delle fotografie sulla sua vita privata!!!! Lui vive anche grazie a quello!!! Bene, per me lo stesso vale per certi ristoranti. Personalmente vivo a Roma, a pochi metri dal Pagliaccio, quindi piccolo è stato il viaggio, ma molto spesso ho preso aerei e treni solo per cenare da Pinco Pallo e l’idea di non trovarlo o di vederlo andare via mi irrita non poco. Se scrivi il nome del tuo maître sul sito e sul menù vuol dire che ci tieni che lui sia preso in considerazione, ma come faccio a farlo se, appena inizia il mio pranzo, se ne va? Sicuramente dalla vostra avete gli orari estenuanti, il doppio turno massacrante e via dicendo, ma noi dalla nostra abbiamo conti non proprio cheap anche per vedere le vostre belle facce.

——————————————————————————————————————–

La foto di copertina (e solo quella) raffigurante la sala interna,
è stata tratta dal sito del Ristorante Il Pagliaccio a cui sono riservati tutti i relativi diritti di copyright.

Cliccare qui per le info contatti del ristorante Il Pagliaccio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *