Al Metamorfosi

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Non c’è niente da fare: certi piatti possono dare la dipendenza! Ho finito di pranzare da meno di un’ora, sono satolla, che motivo c’è che mi venga ripetutamente in testa “foglia di grano”? L’interpretazione più giusta è forse quella della mia più cara amica, M.S, la quale, con tono rassegnato di chi ha passato con te gli ultimi 12 anni allo stesso modo, mi dice: <A Ca’… possibile che pensi sempre a mangiare? Con te non si fa altro! Mai che mi porti in un locale solo per vedere un po’ di gente!!!> Ed io, che della sputtanatissima massima di Oscar Wilde (che non riporto per decenza personale, ma dico solo che che finisce …”è cedervi“) ne ho fatto un diktat, che faccio?
<Buonasera, sono Sulpizi.. c’è posto per due per questa sera?>
E così ore 20:3o, dopo essere stata vittima di una piega stile panettone, siamo da Metamorfosi. Roy Caceres, classe ’77, faccia troppo simpatica, personalitá, due mani che gli funzionano alla grande. La mia prima visita risale ad un mese dopo la sua apertura, oggi ne conto diverse, la tappezzeria dietro ai tavoli e la carta da parati mi conquistarono talmente tanto da rifare a casa ben 4 stanze. Tradotto, come diceva una persona a me cara a suo modo,”c’è costato poco ‘sto scherzetto da Metamorfosi!”.
In sala noto tutti volti nuovi; il precedente maître mi dicono sia migrato in Australia, al suo posto Rachid El Kansouli, francese di 23 anni, parla un italiano discreto per il tempo di permanenza in Italia; i vini ho capito non sono il suo forte. Sobrio, elegante e discreto. Il sommelier Paolo Abballe (professionale e preparato) questa settimana è fuori. Ad accompagnare il nostro direttore Manuel Bucci, e colui che più mi ha conquistato Vincenzo Di Maria, 22 anni il ragazzo, commis di sala. Spesso la parola acerbo in questo ambito assume un connotato non positivo; io credo invece che per questo ragazzo sia il suo punto di forza: si muoveva con fare di chi pian piano ripassava mentalmente le regole apprese all’alberghiero cercando di metterle in atto alla perfezione, ma la cosa che più ho adorato è quel surplus di emozione (con tanto di incespicamento) nel descrivere i piatti. In ogni modo il servizio é smart, attento, ma per gusto personale avrei preferito una divisa meno ingessata, data anche la giovane età del personale…ma qui forse la stella arrivata nel 2012 detta le sue regole!!
Capitolo vino: Ci portano la carta. Wow hanno fatto acquisti ultimamente!! Siamo indecisi. Si chiacchera animatamente, le telefonate rompono sempre quando stai per decidere, scegli tu che scelgo io, scegliamo insieme…sceglierà lui, il direttore, con una poco entusiasmante degustazione. Si aprono le danze (naturalmente non prima di essermi letteralmente divorata mezza pagnotta al farro e burrolio).

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Gamberi rossi e avocado, crema di ostriche.
Dolce e delicato,come iniziare con una notte di passione con una morbida, romanticissima carezza.
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Cerchiamo di andare avanti con il nostro pranzo, ma ancora telefonate…Possibile che non ti lascino in pace!!! <Scusa Catia, ma é la mia ex, mi chiama per avere un consiglio per qualsiasi cosa.> <E a te da fastidio o fa piacere chiedo?> <Io rispondo per educazione, è una brava persona, non mi va di offenderla dicendo che le sue cose non mi interessano più! Spero che lo capisca prima o poi!> Ed io: <ma siete amici quindi ti chiama come se fosse un tuo caro vecchio amico che ti chiede aiuto o tu percepisci in queste telefonate solo tante scusanti per sentirti?>E lui:<la seconda!>. Bene, siamo di fronte a quella donna che una metamorfosi non l’ha proprio fatta, la trasformazione dalla vita di coppia alla vita nuova da single non l’ha proprio percepita. Se il nostro fidanzato ci ha aggiustato il lavandino per ben tre volte, non vuol dire che debba farlo per i prossimi 20 anni, anche quando è già felicemente sposato con un’altra! Si chiama un idraulico e si spera che ne venga uno carino! È una categoria a mio avviso numerosa, vi appartengono anche quelle donne che, una volta mollate, da pienamente indipendenti ed autosufficienti durante il rapporto di coppia, diventano pressoché incapaci anche di scegliere uno shampoo senza rompere al proprio ex. In questo caso la metamorfosi seppur in senso negativo è stata compiuta. Il punto è perché si attua questa tattica? Funziona? Porta risultati inaspettati? Analizzo per punti, quale possono essere le reazioni tipo dell’uomo a questo atteggiamento? a) Come nel caso qui di fronte a me, si risponde per cortesia, ma in realtà pensa che è una vera rottura e spera in cuor suo che prima o poi il tutto finisca. Su tre consigli/favori ne ottenete si e no uno. Risultato? Figura patetica. b) L’uomo nemmeno risponde, se non perché asfissiato dalle vostre repentine chiamate, non ti aiuta perché a malapena ricorda il tuo nome. Risultato? Figura patetica. c) L’uomo ti aiuta in tutto quel che riesce, il punto è che non lo fa perché siete voi, per il vostro amore o perché sta pensando di tornare insieme, ma per sua natura o perché vi tratta già come una vecchia amica. Risultato? Figura patetica. d) Allora se non funziona perché si continua  con questa tattica? Chiamiamo per cercare di capire in una telefonata di 1 minuto al massimo se ancora ci ama, se sta con qualcuna, se ci sta pensando, se sta sentendo le vostre canzoni. Personalmente penso che una bella dose di mistero su di voi possa rendere molto di più.

 

Arriva lui:
Foglia di grano” tonno rosso ed erbe.

Qualità del tonno eccelsa, (filetto di tonno rosso balfegò, distribuito da Longino). Le erbe con quel leggero amaro a pulire la succulenza del boccone. Equilibrato, ma la cosa che più adoro è il senso di gola di questo piatto: mangiare con le mani ed avere per ogni senso della lingua un suo ingrediente.

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Continua pure con i tuoi martellanti sms, io sono vecchia generazione, quando sono a tavola non esisto per nessuno!
Uovo 65 gradi carbonara.
Uno dei primi classici di Roy, mentre lo mangio penso solo che vorrei avere un cucchiaio più grande tanto è buono.

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Maccheroni & salsiccia Pecorino gratinato, barbabietola e limone.

I rigatoni sono cotti per 1 ora e mezza in acqua e ghiaccio, poi brevissimo passaggio in padella. Apprezzo e gradisco la ricerca di una cottura alternativa, la portata non presenta nessuna stonatura, ma per chi ama “il sugo” e la pasta fumante non è proprio il primo dei sogni.

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Spaghetti tiepidi al levistico, Coda di bue e tartufo nero.
Stesso discorso del precedente piatto: il levistico è stato una piacevole scoperta, quella brunoise di carote e sedano un po’ meno.
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Bottoni, burro, parmigiano 36 mesi. Semplice, ma d’effetto.  
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Astice alla brace, finocchi e olive.
È la seconda volta che mangio questo astice,ma a parte trovarlo di bella presentazione, mi risulta sempre un po’secco, con finocchi e olive dissociate, oltre che visivamente, anche al palato.
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Pluma di maiale, prugne e chipotle, patate alle alghe tostate.
Chipotle: peperoncino affumicato della cucina messicana (inizio a mancare da troppo tempo dalla cucina !). Cottura magistrale della pluma, le prugne si sa con il maiale sono giuste, patate che acquistato sapidità invece che dal sale dalle alghe: forse è il classico piatto ruffiano, ma non per questo di minor valore.
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Cioccolato bianco, banane caramellate e Armagnac.
Altro suo classico. Pieno e godurioso.
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Uva fragola, ricotta di bufala, pane e olio.
Non mi conquista. Penso sia un problema di proporzioni fra gli elementi del piatto, ma per onestà rifletto che, dopo  il dolce di prima, qualunque cosa avrebbe fatto fatica.
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Metamorfosi, ad oggi ? il mio preferito sulla piazza romana ? Ogni volta una crescita.

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3 Responses to Al Metamorfosi

  1. Catia Sulpizi ha detto:

    Cara Elena benvenuta.
    Nemmeno nelle mie ipotesi più ottimistiche avrei ambito ad una tua lettura, figuriamoci ad un commento. Spero che continuerai a seguirmi e magari ad interagire oltre che con grandi saggi di filosofia di vita, come questo, anche con interventi sul cibo o sul vino.

  2. Elena Lenzini ha detto:

    Getto solo poche parole a sigillo ultimo e definitivo delle metamorfosi compiute e ancora in corso di compimento. A meno di casi estremi, fantastici,- di ambito letterario-, come quello del personaggio di Kafka che si ritrova un bel mattino mutato in scarafaggio, si metamorfizza con la materia prima di cui si dispone: come dire” impossibile cavar sangue da una rapa”. La materia evolve, le persone cambiano, ma a goderne l’esito, a posteriori, a processo compiuto, se ne può sempre riconoscere la natura intima, essenziale, primaria. La parte costituente. Questa materia prima, al senso, all’olfatto, al gusto, si manifesta e si identifica a metamorfosi ultimata. Oltre la sensibilità urtata, graffiata, il sentimento si muove alla PIETAS.

  3. Arsmind ha detto:

    Ecco..Non vedo l’ora di ritagliarmi una serata, in allegra compagnia, per degustarmi o almeno assaggiare tutti i piatti che hai descritto così bene e in modo davvero invitante. Le tue parole, come una sorta di onomatopea gourmet, hanno la capacità di evocare profumi, consistenze, freschezze..

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